Haflinger


L’Haflinger deve il nome alla sua patria d’origine: il paese di Hafling, vicino a Merano (in italiano Avalengo, da cui la traduzione del nome in Avelignese).
Nato come cavallo da soma e da lavoro, abbastanza robusto per trasportare le merci attraverso i difficili sentieri alpini della valle dell’Adige e dell’Inn, durante le Guerre Mondiali l’Haflinger fu utilizzato  nell’esercito, per poi ritornare al lavoro nell’agricoltura e nella silvicoltura. Con il progresso tecnico e industriale del secondo dopoguerra, l’Haflinger iniziò la sua carriera come compagno per lo sport ed il tempo libero, cui questa razza si presta particolarmente per la resistenza fisica e l’indole docile.

Nel 1971 viene costituita l’Associazione Nazionale Allevatori Cavalli di Razza Haflinger – Italia, alla quale è stato ufficialmente affidata la gestione del Libro Genealogico a partire dal 1977. Oggi l’Haflinger è diffuso in tutta l’Italia risultando la Razza Italiana con la maggiore consistenza numerica, ed è una delle più versatili al mondo. Energico e potente, ma tranquillo. Docile e dal carattere mansueto, purchè ben addestrato, non di rado lo vediamo accudito da bambini ed anziani, ed è spesso impiegato nell’ippoterapia.
Ottimo come primo cavallo, è adatto ad ogni disciplina, dal western, alla monta classica, agli attacchi. È particolarmente indicato per i trekking e le passeggiate.

Capostipiti della razza furono lo lo stallone orientale El Badavi XXII (1868)  e una fattrice  locale di origini galiziane. Questo accoppiamento fu un tentativo sperimentale di ingentilire la morfologia dei locali cavalli montani, e nel 1874 portò alla nascita di uno splendido puledro maschio a Sluderno, Alto Adige, presso l’allevatore Josef Folie. l’allevatore orgoglioso battezzò il nuovo nato con il nome della sua famiglia.
Folie  aveva il mantello sauro con la riga mulina della madre; in lui si sposarono la forza e i caratteri tipici del cavallo di montagna con la distinzione e l’eleganza trasmessi dal padre.  Folie venne descritto come  un “fascio di muscoli, di distinzione araba, con spalle lunghe e inclinate, il dorso forte, la groppa diritta, dotato di muscolatura e giunture forti, andatura corretta e ampia e un buon temperamento“. Per 19 anni, a partire dal 1878, venne utilizzato come riproduttore nella stazione di monta di Laas e il Governo Austriaco, colpito dalla bellezza di Folie, acquistò tutti i puledri che ne conservavano le caratteristiche: fu allora che cominciò la prima selezione del cavallo Haflinger. La prima guerra mondiale portò decisamente sfortuna alla razza: con l’annessione dell’Alto Adige all’Italia, ne risultava la divisione fra gli stalloni (che erano nel Deposito austriaco) e le giumente, ora di proprietà italiana. L’allevamento della razza perse quindi tono, perché gli austriaci dovevano acquistare nuove giumente dagli italiani, mentre questi ultimi dovevano procurarsi gli stalloni.
Nel 1931 la Commissione Ippica Provinciale scelse le migliori 330 giumente da iscrivere nel primo Libro Genealogico, da cui derivò il “Libro delle Origini della Razza Avelignese in Italia” (tutti gli haflinger devono necessariamente discendere dagli esemplari iscritti). A partire da questo momento, gli haflinger si diffusero nelle altre province italiane.
Durante la seconda guerra mondiale, il tirolese Thurner si occupò dell’allevamento della razza e selezionò 7 diverse linee (A, B, M, N, S, ST, e W) al fine di individuare al colpo d’occhio da quale stallone capostipite era derivato un particolare soggetto (Anselmo, Bolzano, Massimo, Nibbio, Stelvio, Student e Willi, tutti discendenti di Folie).
Il 20 dicembre 1971, dopo un ulteriore crisi di razza e un’altra ripresa, si istituì l’Associazione Nazionale Allevatori Cavalli di Razza Haflinger – Italia, al quale fu affidato definitivamente il Libro genealogico (lo standard di razza fu fissato nel ’73).
Nel 1991 si è attuata una coraggiosa e criticata revisione del Libro Genealogico, che ha dato fortunatamente ottimi frutti migliorando notevolmente la morfologia del cavallino Avelignese. L’immissione ulteriore di sangue orientale, che ha affinato le linee e aumentato l’altezza media dei soggetti: al momento attuale, curiosamente non è infatti più definito se l’Avelignese sia un Pony o già da considerarsi un cavallo, in quanto molti esemplari delle nuove linee di sangue superano i 146-148 cm di altezza.

 

Caratteristiche morfologiche

Altezza: da 137 cm ad oltre i 148 cm
Mantello: sauro (preferibilmente dorato) con abbondanti crini chiari e sottili.
Corpo: compatto, muscoloso e armonioso
Testa: corta ed espressiva, con profilo leggermente concavo, occhio vivo, orecchie piccole e mobili
Incollatura: abbastanza lunga ed armonica
Garrese: evidente ed asciutto
Torace: profondo, ampio e muscoloso
Spalla: obliqua, lunga e muscolosa
Dorso: muscoloso, largo e piuttosto lungo
Groppa: lunga e muscolosa
Arti: muscolosi, meglio se senza balzane
Piede: piccolo e duro

 

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