Appaloosa


L’appaloosaè una razza di cavalli originaria del Nord America. Con il suo tipico mantello a chiazze, l’appaloosa non può non colpire l’immaginazione. Questo cavallo ha cacciato il bisonte con i nativi americani. Il suo nome deriva dal fiume Palouse che delimitava i territori dei loro primi allevatori.Il moderno appaloosa, grazie al miglioramento con Purosangue inglese e Quarter Horse, ha ora un aspetto meno rustico, anzi, ad eccezione del mantello, il modello è pressoché identico al Quarter Horse.

Le tre importanti particolarità degli appaloosa sono la sclera bianca come quella degli uomini (mentre la maggior parte delle altre razze equine hanno la sclera nera), gli zoccoli striati verticalmente, la pelle screziata in particolare sul naso e vicino ai genitali. Inoltre i crini della coda e della criniera sono scarsi e poco sviluppati.

La lunghezza dell’incollatura è proporzionata al corpo, il garrese definito e la spalla leggermente inclinata. Il corpo profondo con costole larghe e zampe robuste. Gli zoccoli sono particolarmente elastici. Nell’insieme è un cavallo adatto alla monta da lavoro.

Gli appaloosa sono coraggiosi. Hanno un carattere docile ed il cosiddetto “cow-sense” che li rende adatti al lavoro con il bestiame. Li si incontra soprattutto nelle discipline di equitazione western e più raramente in quelle di equitazione inglese. L’appaloosa è soggetto più di altri equini all’uveite ed alla cecità notturna. In particolare il fenotipo “few spots” è associato al fenomeno della cecità durante le ore notturne. Negli Stati Uniti è stata fondata una società caritatevole che si prende cura di appaloosa ciechi (http://www.blindappaloosas.org). Viene stimato che circa il 30% degli appaloosa diventi cieco nel corso della propria vita.

Mantello

La caratteristica più evidente dei cavalli appaloosa è il mantello maculato, ma lo standard della razza prevede anche forme di pigmentazioni diverse. Esistono cinque tipi di manti:
  • leopard: il colore di base è bianco e delle macchie (spots) nere o marroni sono sparse su tutto il corpo;
  • coperta maculata o bianca (blanket): il colore di base può essere qualsiasi ma sulla groppa è presente una “coperta” bianca che si può estendere anche oltre il garrese e presentare macchie nere o marroni (spots);
  • fiocco di neve (snowflake): il colore di base è scuro ma sono presenti degli “schizzi” bianchi su tutto il corpo e in particolare su quarti e/o fianchi;
  • brina (frost): il colore di base è il bianco con degli “schizzi” scuri più o meno uniformi su tutto il corpo;
  • marezzato (marble): il colore di base è scuro con degli “schizzi” bianchi più o meno uniformi su tutto il corpo.

I mantelli brina e marezzato sono spesso indicati semplicemente come roan dato che in molti casi la differenza fra l’uno e l’altro è piuttosto difficile da determinare.

Storia

Le prime testimonianze di cavalli dal manto maculato sono antichissime. Nelle grotte di Lascaux e Perche-Merle in Francia sono rinvenute delle pitture rupestri che raffigurano cavalli macchiati risalenti a circa 18000 anni a.C. Gli studiosi ipotizzano che questi potessero essere gli antenati dell’appaloosa ma secondo studi recenti le pitture rupestri potevano raffigurare anche semplici sogni o visioni.

In seguito, fra il II e I millennio a.C. molte civiltà fra cui i Persia, i Cinesi e i Greci conoscevano questa tipologia di mantello come ci dimostrano numerosi manufatti.

Incisione del 1740 che mostra un cavallo dal manto leopard.

A partire dall’800 a.C. l’Austria ebbe un ruolo importantissimo nella diffusione del cavallo macchiato nell’ovest e nel nord Europa. I quadri di Joahnn Georg Hamilton dimostrano l’esistenza a quell’epoca di diversi mantelli. Il cavallo macchiato fu esportato in diversi paesi fra come la Danimarca che però non seppe preservare il loro mantello caratteristico, la Francia e L’Inghilterra dove venivano usati soprattutto ver tirare le carrozze di personaggi importanti come re e santi.

Il cavallo macchiato fu esportato dall’Austria anche in Spagna e da li nel XVI secolo fu portato nel Nuovo Mondo insieme ai primi colonizzatori. Si dedicarono in Messico soprattutto all’allevamento di ovini. Le popolazioni locali collaboravano con i coloni bianchi e anche se era loro proibito cavalcare, inevitabilmente vennero a contatto con i cavalli e impararono a gestirli. Nel 1680 gli schiavi dei villaggi vicini cacciarono via gli spagnoli e si appropriarono del loro bestiame e dei loro cavalli. Questi ultimi attraverso il commercio e lo scambio con le tribù delle pianure si diffusero lentamente anche verso nord-est. La principale tribù commerciante di cavalli macchiati era quelle degli Shoshoni.

Nella zona fra l’Oregon, l’Idaho e Washington era stanziata la tribù dei Nez Percé (Nasi Forati) che in estate si spostava nelle montagne. Li avevano contatti commerciali con gli Shoshoni e videro per la prima volta “un animale grande come un cervo, che mangiava erba e che era usato per il trasporto”. Quindi iniziarono a comprarli o a rubarli e nel giro di venti anni impararono a cavalcarli. Inoltre attuarono una rigida selezione riproduttiva che privilegiava i cavalli più atletici, forti e veloci utilizzati per la caccia al bisonte mentre gli altri venivano castrati o usati per il traino di carichi. È grazie a questa tribù che al giorno d’oggi possiamo parlare di razza appaloosa. Il nome deriva dal fiume Palouse che delimitava il territorio dei Nez Percé. I cavalli bianchi si riferivano ai cavalli macchiati chiamandoli a Palouse horse. Col tempo l’espressione si modificò in apalousey e infine in Appaloosa.

Due indiani Nez Percé con un appaloosa, circa 1895.

Nel 1855 fu siglato fra i Nez Percé e il governo americano un trattato che riconosceva il territorio vicino al fiume Palouse come appartenente ai Nez Percé. Nel 1860 i coloni violarono quel trattato perché vi avevano rilevato la presenza di polvere d’oro. Quindi nel 1863 fu creato un secondo trattato che riduceva la riserva dei Nez Percé del 90% ma non tutti i capitribù lo accettarono. Quando furono costretti a spostarsi si ribellarono e nel 1887 scoppiò la guerra. Durante tre mesi e mezzo i Nez Percé fuggirono la cavalleria per più di 2000 chilometri cercando di raggiungere i confini sicuri del Canada. Mancava poco alla loro meta quando si arresero. Gli indiani furono mandati nel Nord Dakota e i loro 1000 cavalli sopravvissuti al viaggio furono sequestrati e venduti a Fort Keogh. Alcune persone fra cui Claude Thomson e Francio Haines si interessarono all’appaloosa che comunque andò praticamente perso. Solo nel 1938 in Oregon fu fondato l’Appaloosa Horse Club che si occupò della tutela della razza. L’associazione esiste ancora e conta ben 600000 cavalli iscritti.

Standard

  • Tipo: mesomorfo
  • Altezza al garrese: 1,45-1,55 m
  • Peso: 400-580 kg
  • Mantello: 6 tipi: fiocco di neve, leopardo, brina, marezzato, coperta macchiata e coperta bianca
http://it.wikipedia.org/wiki/Appaloosa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: