Tecniche di ferratura


Tecniche di FerraturaÈ possibile distinguere fra ferrature normali, speciali e correttive.A seconda delle esigenze e delle tradizioni equestri dei diversi paesi si sono sviluppate ferrature che prendono il nome dalla nazione di provenienza.

Ferratura Italiana

La ferratura italiana prevede che i rami in cui il ferro è suddiviso siano orizzontali e di uguale grossezza.

Le stampe sono otto, i chiodi sono quadri e le loro teste sporgono leggermente.

Per quanto riguarda l’applicazione, i talloni sono giusti negli anteriori e leggermente più lunghi nei posteriori, e il ferro risulta leggermente orlante con guarnizione.

Lo spessore aumenta di circa 3 mm in totale dai talloni alla punta.

Ferratura Spagnola

Al contrario della ferratura italiana, nella ferratura spagnola, il ferro utilizzato è molto sottile, al punto che è possibile applicarlo a freddo, mediante l’uso di robusti chiodi a pianta quadrata, che sporgono abbastanza al fine di evitare scivolate.

Ferratura Inglese

Nella ferratura inglese i ferri hanno rami orizzontali e aumentano lo spessore dalla punta ai talloni.

Si caratterizza per la robustezza conferitagli dalla scanalatura di stampa che alloggia gli otto chiodi.

Se i ferri posteriori sono completamente piani, quelli anteriori presentano sulla faccia superiore una superficie, denominata sedile, piana sugli orli e inclinata verso il centro.

Tale sedile comporta uno squilibrio nella distribuzione del peso e nello scarico della pressione.

Quella inglese è un tipo di ferratura particolarmente indicata per i cavalli leggeri, che siano da sella o da tiro.

Considerando la ferratura adottata nelle regioni asiatiche e africane ci troviamo di fronte a delle vere e proprie suole ferree, che ricoprono quasi interamente la faccia inferiore dello zoccolo, se si esclude la parte centrale: tenendo ben presente l’ambiente, i climi e la conformazione dei suoli, risulta essere un’ottima soluzione.

La ferratura a lunetta presenta rami molto corti, che coprono al massimo la metà dei quarti dello zoccolo: questo consente al piede libertà nell’effettuare movimenti fisiologici.

Spesso utilizzata per i puledri che sono in fase di dilatazione del piede, in passato scongiurava continui scivolamenti su pavimentazioni lastricate.

Ampi dibattiti continua a suscitare l’adozione della cosiddetta ferratura a pancetta, leggermente sollevata nella parte anteriore del ferro, adottata con lo scopo di imitare il consumo della punta dello zoccolo tipica dei cavalli allo stato brado e che a detta di molti esperti aumenta considerevolmente la velocità.

Consigliata solo per gli anteriori, evita gli incespica menti, anche se molti ritengono che il suo uso provochi danni all’unghia.

Usato esclusivamente per gli anteriori è invece il ferro a traversa, un normale ferro dotato però di una traversa che unisce i talloni, offrendo una buona superficie di appoggio ai talloni stessi e al fettone.

Va incontro a rapidissima usura il ferro a svasatura invertita che, se osservato in sezione, presenta una forma triangolare.

Limita al massimo gli scivolamenti ma può risultare poco solido avendo gli alloggiamenti dei chiodi in obliquo.

Esistono, accanto alle ferrature normali appena analizzate, anche delle ferrature che rispondono appieno ad esigenze specifiche.

Nella ferratura per il cavallo da tiro leggero, i talloni anteriori sono corti, arrotondati e smussati in obliquo.

Da molti esperti è consigliato l’uso, per i posteriori, di ferri dotati di piccoli ramponi che impediscano lunghi scivolamenti in caso di frenate violente.

Cavalli da Tiro Pesante

Per quanto riguarda, invece, i cavalli da tiro pesanti è importante sottolineare che la parte dello zoccolo che necessita di maggiore protezione è quella anteriore, motivo per cui della suola si deve asportare il minimo indispensabile.

Per ristabilire, poi, il corretto equilibrio tra punta e talloni – solitamente molto bassi nei cavalli da tiro pesante – è necessario ricorrere a ferri più spessi sul posteriore e dotati, a tale scopo, di una sorta di tacco.

Cavalli da Sella

Il cavallo da sella necessita di una ferratura che rispetti i requisiti della leggerezza e della solidità, in grado di assicurare un buona tenuta.

I ferri saranno orizzontali e con stampatura degli alloggiamenti dei chiodi all’inglese.

Cavalli da Corsa

Per il cavallo da corsa l’altezza dei talloni è uno degli aspetti decisivi per il sensibile miglioramento delle prestazioni.

In questi casi esistono due tipi di ferri, quelli utilizzabili per l’allenamento e quelli per la gara vera e propria, ultraleggeri – circa 90 gr. per ferro – fissato sempre con otto chiodi, i primi disposti all’inizio delle mammelle, gli altri a circa 20 mm. dal tallone, in modo tale da contrastare l’eventuale spostamento dovuto alla pressione esercitata e all’estrema leggerezza del ferro.

Gli esemplari destinati al trotto vengono ferrati al massimo ogni tre settimane.

I ferri si distinguono a seconda che si parli di arti anteriori e posteriori.

Per i primi di solito la scelta cade sul ferro orizzontale, del peso di circa 200/300 gr. e uno spessore che oscilla fra i 7/8 mm.

Sempre più frequentemente trovano applicazione i ferri a traversa, dotati di prolungamento per il fettone, che agisce vantaggiosamente in fase di spinta.

Per i posteriori del trottatore si tende ad utilizzare ferri più leggeri del peso di circa 170/200 gr. spessi fra i 5/7 mm. e larghi circa 15 mm.

Decisamente importante è la lunghezza dei rami del ferro che permette lo sviluppo della velocità massima.

Spesso ai ferri dei trottatori vengono aggiunti dei pesi, in bronzo o in piombo, di forma ovoidale o semisferica, applicabili o all’orlo del ferro o direttamente allo zoccolo tramite un supporto. L’obiettivo è quello di fare da contrappeso aumentando la falcata.

Aumentare l’Aderenza

Per scongiurare in maniera efficace i rischi derivanti da scivolamento la soluzione migliore è quella che prevede l’utilizzo di alluminio e bronzo di alluminio, che offrono un attrito ottimale.

Sull’asfalto sono sempre più spesso impiegate suolette in gomma o plastica, e una interessante innovazione è rappresentata dalle punte di vidia, in carbonio di tungsteno, poco sporgenti e robustissime.

Ferri con ramponi o altri tipi di sporgenze ottenute durante la foggiatura aiutano il cavallo a superare brillantemente i problemi legati alla percorrenza di superfici innevate o ghiacciate.

Ferrature Correttive

Le ferrature correttive permettono di ripristinare la corretta andatura in soggetti con arti difettosi.

A seconda del tipo di difetto da sanare esistono ovviamente le corrispondenti ferrature, appositamente forgiate e poi applicate dopo la necessariamente accurata operazione di pareggio dello zoccolo.

Spesso la collaborazione di un veterinario semplifica al maniscalco la forgiatura di una appropriata ferratura correttiva, che potrebbe richiedere anche più di un tentativo.

Se il difetto è riconducibile alla base stretta, e nello specifico al cagnolismo che, si ricordi, comporta una usura anomala della superficie inferiore esterna dello zoccolo, dopo aver opportunamente pareggiato lo stesso zoccolo e ridotto la parte interna, si può procedere in due modi distinti.

O si applica un ferro normale, con il ramo interno leggermente più lungo per aumentare la base d’appoggio, o, in caso di un difetto particolarmente accentuato, si ricorre al ferro a tavola con il sedile del ramo esterno inclinato all’infuori nella zona del tallone.

Un’altra possibilità prevede l’utilizzo di ferri normali modificati con l’applicazione di sistemi correttivi appropriati.

Si disporrà in tal modo di ferrature correttive “personalizzate” e uniche, quali il ferro a punta allargata – ottenuto attraverso la saldatura di un pezzo di tondino da 6 mm, piegato ad angolo retto e disposto fra la punta del ferro e il secondo alloggiamento per i chiodi –, il mezzo ferro – che ritarda l’usura della parte esterna dello zoccolo –; il ferro a mezzo rilievo – in cui il rilievo è costituito da un tondino da 6 mm saldato sulla parte esterna del ferro –; il ferro con barra d’acciaio; il ferro con corta prolunga; il ferro con ramo interno assottigliato.

La base larga con cagnolo è un difetto difficilmente correggibile, se non con la saldatura di un tondino da 6 mm sull’orlo esterno del ramo interno del ferro, che ha la funzione di livellare il piede e di costringerlo a staccare sulla punta.

I problemi legati alla base stretta e larga mancina, nonostante siano anch’essi di difficoltosa correzione, possono trovare risoluzione con ferrature di vario tipo, a seconda della gravità dell’anomalia.

I talloni stretti vanno corretti mediante l’uso di ferri a lunetta, ferri eccentrici di Bonè – con un sedile dalla forma particolare –, ferri a traversa e ferri a “T” – normali ferri a lunetta con l’aggiunta di una barretta in acciaio applicata in senso longitudinale.

Le modalità di correzione per piedi piatti e suola abbassata sono molto simili e prevedono, dopo il necessario e accurato pareggio della sola parete, l’utilizzo di un ferro più largo del normale.

Si dice che il cavallo si intaglia o si attinge quando, nell’esecuzione del movimento, lo zoccolo tocca parti interne di un altro arto.

A tale difetto, in forme lievi, si ovvia con l’applicazione di speciali ferrature.

Se la gravità è ben più sostenuta si dovrà ricorrere ad altri rimedi più invasivi.

Secondo il linguaggio tecnico tipico del mondo equestre, il cavallo si “raggiunge” o si “fabbrica” quando, trottando, si colpisce i talloni con la punta dei ferri posteriori. Il cavallo si “aggrappa” quando arriva a strapparsi i ferri.

Questi sono problemi di una certa entità, riconducibili a cause di natura fisica e in particolare a conformazioni sproporzionate degli arti.

Il fabbricare può diventare grave se si verifica in maniera continua, provocando traumi ai glomi, al nodello e danni ai tendini.

Altrettanto dannoso risulta il fabbricare che, oltre a comportare una perdita continua dei ferri, genera improvvise e rovinose cadute.

Per cercare di porre rimedio a tali problemi, il maniscalco dovrà essere un attento osservatore diretto del cavallo mentre questo è in movimento.

Per venire in aiuto degli esemplari spesso portati ad inciampare, rischiando gravi infortuni, è necessario pareggiare soprattutto le parti anteriori dello zoccolo e il meno possibile quelle posteriori.

La ferratura maggiormente efficace è quella a pancetta, con l’accorgimento di ferri leggeri e teste dei chiodi non sporgenti.

Alcuni cavalli infine, durante i periodi trascorsi in scuderia, si sferrano sovrapponendo un piede all’altro: per evitare che ciò continui ad avvenire, si ricorrerà all’applicazione di ferri privi di alcuna orlatura e guarnizione e arrotondati in maniera molto accurata.

Anche altri problemi quali la navicolite, la laminite, l’ossificazione delle cartilagini alari o la bursite ai gomiti possono trovare rimedio attraverso l’uso di apposite ferrature terapeutiche.

fonte: http://www.cavalli.it/cura_del_cavallo/ferratura/tecniche_di_ferratura.php

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