Il lavoro on-line… come farci addestrare dal nostro amico equino


Se vogliamo sviluppare il nostro buonsenso (savvy – per dirla alla Parelli) e migliorare la nostra capacità di vivere in armonia con il nostro equino, il lavoro on-line, detto anche “alla corda” o “da terra”, è certamente indispensabile e necessario. E dopo qualche fatica, fonte di inesauribile soddisfazione.

Il nostro scopo deve essere duplice e dobbiamo dunque avere in mente due obiettivi quando ci accingiamo a lavorare alla corda con il nostro amico equino: migliorare il rapporto con lui, farlo lavorare correttamente e preservare la sua integrità fisica. Senza contare che un po’ di lavoro alla corda, prima di cominciare qualsiasi sessione di lavoro, permetterà a lui e a noi a trovare la giusta concentrazione.

Il lavoro si effettua conducendo il nostro amico con la longhina, corda di varie lunghezze e materiali (3 metri, 7 o anche 10 per i più esperti), e si inizia, normalmente, invitandolo a compiere, a tutte le andature, dei cerchi di ugual diametro. Questo esercizio, che pare banale, è in realtà importantissimo in quanto se riusciremo a domandare al nostro equino di rispettare le andature per come noi lo invitiamo a fare avremo la prima conferma che la nostra horsenality sta migliorando, che lui è con noi, concentrato su quanto facciamo e, sopratutto, convinto che meritiamo fiducia. E se svolgeremo il lavoro senza fretta e senza eccessi, otterremo di insegnare al nostro amico di reagire ad impulsi sempre meno decisi, compiendo un ulteriore passo avanti verso quella leggerezza che dovremo sempre tenere presente come obiettivo primario di tutte le nostre azioni.

Far girare un cavallo con la forza e gli strattoni è infatti facile, ci può riuscire chiunque e dopo poco tempo. Ma invitarlo a compiere determinate azioni con il solo linguaggio del corpo, be’ … è la differenza che fa di un principiante un vero appassionato horseman.

Lavorare spesso alla corda contribuisce inoltre a migliorare la muscolature dell’equino, ci da la possibilità di allenarlo anche con cessioni mirate del posteriore e del dorso e migliora l’elasticità delle articolazioni. Inoltre ci da la possibilità di osservare il nostro amico e di accorgerci della presenza di andature anomale o problemi posturali ed altro.

Quando ci apprestiamo a lavorare alla corda dobbiamo ricordarci SEMPRE due cose: se lavoriamo a mano destra dovremo impugnare la longhina con la destra. Con il tempo impareremo che la posizione della mano sarà sufficiente a far mutare al nostro amico andatura e impulso. Il contrario, ovviamente, a mano sinistra. La corda non dovrà MAI essere arrotolata attorno alla mano perché in caso di fuga o strattone da parte del nostro amico equino non correremo il rischio di rimetterci un dito ! La mano non impegnata nel tenere la longhina impugnerà lo stick (frustino lungo all’americana) o l’avanzo della longhina stessa (ma si consiglia solo ai più esperti di passare a questa tecnica, e se il nostro amico equino abbia compreso perfettamente i comandi con lo stick). A questo proposito riteniamo di far cosa giusta specificando che l’utilizzo dello stick deve essere limitatissimo: solo quando il nostro cavallo perde di attenzione o si impigrisce, o cerca di sviare al lavoro, allora è il momento di ricorrerci. Ma mai con cattiveria o eccessiva energia, altrimenti il risultato sarà quello di avere un cavallo telecomandato, che riconosce i comandi e reagisce “scappando”, non accogliendo i nostri inviti. Un cavallo dunque nervoso. Niente di più.

D’altro canto, i bravi addestratori riescono con il tempo e molto lavoro a indurre spostamenti e azioni con il semplice movimento del corpo e con brevissimi spostamenti dello stick, che a questi livelli non vieni più mosso o fatto schiccare. Quando il cavallo descrive un circolo dovremo rimanere fissi al centro del cerchio, ma non è sempre necessario rivolgersi dando lo sguardo sul nostro amico equino. anzi, dopo che avremo ottenuto rispetto e confidenza, potremo fargli compiere il circolo intorno a noi, dandogli anche le spalle per verificare se lui gira perché glielo chiediamo continuamente o perché desidera lavorare con noi. Successivamente, potremo restringere il circolo con l’intenzione di far lavorare maggiormente la il dorso dell’equino abituandolo a flettersi con il collo leggermente piegato verso il centro del cerchio. Alterneremo quindi circoli di dimensioni maggiori a circoli leggermente più stretti, mantenendo sempre fissa la nostra posizione domandando, col tempo, a mantenere la direzione e ad alternare le andature.

Tantissimi, in realtà, sono gli esercizi che è possibile fare. L’importante è avere pazienza, essere rispettosi e mettersi a disposizione del proprio amico. E col tempo, tutto diventerà magicamente più semplice. E con tutti i cavalli, non con uno solo!

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