Addestramento o gioco?


Tante volte, per “addestramento” anche i più esperti intendono un vero e proprio lavoro a tappe forzate, nel tentativo (goffo a volte) di “insegnare” tutto e il prima possibile al nostro amico equino quello che si sa, o si presume di sapere. O quello che secondo noi sarebbe bello che il nostro equino facesse.

Proprio ieri, ho avuto la prova che, invece, l’addestramento è un percorso lento, progressivo e, proprio per questo, appagante in misura inaspettata. Nel tentativo di insegnare al mio caro Peppy alcuni esercizi per rafforzare la libertà sulla quale stiamo lavorando, mi sono accorto, in un attimo di lucentezza, che ero io a sbagliare, richiedendo troppo cose, velocemente, e tutte in una volta … per giunta tenendo una posizione a terra non ideale.

E infatti, appena ho corretto me stesso, Peppy mi ha cominciato ad insegnare mostrandomi come si fanno tutti quegli esercizi che sino a poco prima mi davano tanto da fare! Povero me :). Dunque pazienza, costanza e giustizia (gli equini a volte fanno anche i furbi, lo sappiamo), ma sempre con una precisa idea alla base: siamo noi ad avere la responsabilità di essere chiari e calmi, mentre i nostri amici a quattro zampe hanno la responsabilità di … guardare dove mettere i piedi (così non pestano i nostri 🙂 ).

Per ottenere i migliori risultati, dunque, possiamo preparare una bella agenda dove segnare gli esercizi provati insieme, i risultati raggiunti, i giochi che ci piacciono di più e di meno e poter analizzare anche i miglioramenti fisici del nostro amico: se cede poco il posteriore è perché é pigro … o perché non glielo chiediamo nei giusti modi??

Proviamo e se l’esercizio non viene chiediamoci due cose: qual’è la mia posizione ? il mio equino è in difesa o semplicemente non capisce la mia richiesta? sto usando la costante nel modo giusto?  I movimenti che usiamo devono essere eseguiti se possibile con la massima naturalezza ed è necessario che il nostro partner risponda con prontezza e disponibilità, ma soprattutto con gioia e curiosità.

Alcuni dicono che il cavallo diventa “obbediente”. No. Il cavallo accetta di fare ciò che gli chiediamo per due ragioni: o perché lo vuole, o perché glielo imponiamo con la forza. Noi tutti, vogliamo che sia per la prima ragione giusto? 🙂

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