WikiLeaks ci racconta la fuga a cavallo di Vahedi


La storia di Hossein Vahedi, l’americano a cui era stato confiscato il passaporto, scappato a cavallo da Teheran

Da WikiLeaks la fuga a cavallo di Vahedi

Man and horse in snow – Tony Hinchliffe – Hinchliffe Art

Una delle storie più curiose fra quelle emerse dai documenti resi pubblici finora dal sito internet WikiLeaks è quella di Hossein Ghanbarzadeh Vahedi, un settantacinquenne americano di origine iraniana che nel maggio 2008 decise di andare a trovare i suoi parenti a Teheran. Partito da Los Angeles in aereo, l’uomo riuscì a lasciare il paese soltanto a cavallo.

Un documento confidenziale inviato al dipartimento di Stato dall’ambasciata americana di Ankara rivela che, una volta arrivato in Iran, a Vahedi fu confiscato il passaporto e gli fu impedito di lasciare il paese. Dopo sette mesi in cui i tribunali ignoravano i suoi appelli, l’americano decise di prendere in mano la situazione, assunse due guide e cavalcò nella notte attraverso le montagne nel nord ovest dell’Iran, fino a raggiungere il confine turco dopo quattordici ore, dove infine prese un autobus.

“A un certo punto, durante la cavalcata, le guide dovettero abbracciarlo per riscaldarlo”, si legge nel documento partito da Ankara. “Ha raccontato che a quel punto pensò di morire congelato in montagna”.

Il 9 gennaio 2009 Vahedi si presentò all’ambasciata americana di Ankara chiedendo assistenza. L’uomo era in buona salute, “con qualche dolore” dovuto a una caduta. Ai diplomatici americano raccontò che il suo passaporto era stato confiscato all’aeroporto di Teheran mentre stava tornando a casa, e che le autorità iraniane si rifiutarono ripetutamente di restituirglielo.

Le ragioni erano due: la prima era un tentativo di “estorsione”. A Vahedi fu comunicato che 150.000 dollari avrebbero reso più semplice la sua partenza. In secondo luogo i funzionari del governo iraniano gli dissero di chiedere ai propri figli di non promuovere nel Golfo concerti di cantanti pop persiani considerati “anti regime”. Vahedi rispose che i suoi figli erano americani “forti, indipendenti” e che non avrebbero acconsentito.

I guai però non erano finiti. Una volta giunto in Turchia fu dichiarato immigrato illegale e i funzionari turchi ordinarono il suo rimpatrio in Iran. A salvarlo fu l’intervento dell’ambasciata americana.

(fonte america24.com)

Advertisements
Contrassegnato da tag , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: